di Daniela Sparano
La pressione culturale del
tempo si ripercuote sulla vita degli individui postmoderni ed in particolare su quella delle donne, sempre più soggette ad aspettative imperanti e vittime di una società che impone modelli di vita disgregati e pressanti.
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The University of Chicago Press, 2015
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Judy Wajcman insegna sociologia alla
London School of Economics and Political Science. Il suo ultimo saggio è:
Pressed for Time.
The Acceleration of Life in Digital Capitalism.
Il concetto di
tempo è stato al centro di disparate analisi sociologiche, ma la prima ad evidenziarne il
paradosso, insito all'interno attingendo ad un'analisi accurata del quotidiano, è stata
Judy Wajcman. La percezione che gli individui, soprattutto, nell'era postmoderna, hanno del tempo è legata a diversi fattori:
economici,
sociali e di
genere.
I
fattori economici riguardano le possibilità finanziarie che ogni soggetto possiede, come riprende
Veblen nella sua teoria della classe agiata, maggiori sono le proprie potenzialità economiche e più alto è lo status sociale di un individuo, o di una famiglia, maggiore sarà il quantitativo di
tempo che questi hanno a disposizione, ma la percezione del tempo non è legata soltanto allo status economico e sociale, ma innanzitutto al
genere.